Pier Manuel Cartalemi

Pier Manuel Maria Cartalemi nasce a Paternò il 7 settembre 1990.

Sin da piccolo mostra interesse e attitudine per l’arte, e in particolare per la scultura, assemblando materiali di diverso genere e dando spazio alla fantasia.

Già dall’estate del 1998 inizia a frequentare la bottega “Le Nid” del ceramista Maestro Barbaro Messina, e intraprende i primi approcci con l’argilla e la pietra lavica.

Il 16 maggio 2004, in occasione della canonizzazione del Beato Don Luigi Orione, Pier Manuel realizza un’icona del santo su pietra lavica ceramizzata, riesce a farla pervenire al Santo Padre Giovanni Paolo II. Ne riceve il ringraziamento dall’Ufficio della Segreteria dello Stato Vaticano con benedizione apostolica.

Frequenta il Liceo Artistico Statale “Emilio Greco” di Catania. Nel corso dei suoi studi si arricchisce artisticamente e frequenta corsi di pittura ad olio, restauro ligneo, incisione ed immancabilmente di ceramica e vetrofusione.

Dopo aver conseguito il Diploma di Maturità Artistica, prosegue i suoi studi presso l’Accademia di Belle Arti di Catania alla facoltà di Scultura. Tra i maestri conosciuti in Accademia, il prof. Giuseppe Raimondi docente di Tecniche di Fonderia, lo introduce nell’immenso mondo della lavorazione dei metalli che diventa per Cartalemi un enorme bagaglio di esperienze ed esperimenti, soprattutto per quanto riguarda la fusione in osso di seppia, tecnica assai antica e di enorme pregio.

Partecipa a diverse mostre espositive ed estemporanee.

Per le manifestazioni del prestigioso “Premio torre d’argento” - tenutasi a S. Maria di Licodia del 2009 e 2010 - realizza 9 premi, rilievi in argento che riproducono la torre normanna simbolo della città licodiese montate su lastre di pietra lavica, alcuni di essi sono stati ricevuti da Mogol, Franco Battiato, Lina Wertmuller.

Nell’anno scolastico 2009-2010, ha tenuto un corso di ceramica extracurriculare, presso l’ I.C. Guglielmo Marconi di Paternò. Da qui iniziarono dei solidi rapporti con l’istituto scolastico che portarono al compimento di numerose iniziative come la coniatura di alcune medaglie, in tiratura limitata, in occasione del 150 anniversario dell’Unità d’Italia, in terracotta patinata a foglia oro. Diversi esemplari sono stati donati alle varie Autorità provinciali e regionali e una al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale ha risposto con vivi ringraziamenti.

Ha partecipato nel 2010 e nel 2011 alla singolare manifestazione culturale tenuta a Paternò, “Natur’art”, decorando in estemporanea diversi pannelli usando solo arance rosse ed altri elementi di riciclo e naturali del territorio siciliano.

Nel Maggio 2011 le sue opere sono state esposte alla mostra “Castellòn en Arte” a Castellòn de la Plana in Spagna.

Il 21 marzo 2012, acquisisce la laurea del triennio in scultura all’Accademia di Belle Arti di Catania con voto di 110/110 e lode.

Il 3 novembre 2013 realizza e dona alla chiesa di Santa Barbara in Paternò un prezioso e maestoso calice argenteo in occasione della riapertura della chiesa dopo un lungo restauro.

Nel 2013 Pier Manuel partecipa ad un grande progetto di rivalorizzazione del comune di Acireale, collaborando in particolare con l’artista catanese Nuccio Squillaci per la realizzazione di un opera in terracotta maiolicata, che insieme ad altre undici avrebbe decorato una delle strade principale della città di Acireale.

Il 3 giugno 2014 ultima i lavori con un appropriata inaugurazione di un vasto bassorilievo in terracotta presso l’istituto “Guglielmo Marconi” di Paternò realizzato in collaborazione con gli alunni dello stesso istituto.

Nello stesso anno, il 24 luglio, conclude gli studi all’Accademia di Belle Arti con la specializzazione in Scultura, con voto 110/110 e lode.



Il 4 novembre 2015, in occasione della festa delle forze armate, realizza per il comune di Paternò la copia in terracotta della ghirlanda bronzea, trafugata qualche mese prima, che ornava il monumento dei caduti eretto nel 1931.

Partecipa alla mostra-evento “In Charitate Corporis ac Spiritus”, tenuta a Biancavilla nella Basilica Colleggiata “S. Maria dell’Elemosina” (dal 30 aprile al 20 Novembre 2016).

Per l’ottava edizione del premio internazionale “Corti in Cortile” tenuta al palazzo Platamone in Catania dal 16 al 18 settembre 2016 realizza dei premi in alluminio.

Nel suo percorso, non dimentica le lezioni e l’affetto (reciproco) verso i propri insegnanti, e nonostante gli studi accademici, continua a seguirli e aiutarli nelle realizzazioni di alcuni loro lavori.

Curriculum Vitae (Italiano)
Curriculum Vitae (English)
Biografia
Cenni su Paternò

Parlare di Pier Manuel Cartalemi e non parlare di Paternò risulta difficile, anzi, potrebbe essere fondamentale per comprendere meglio l’artista e le sue radici.

Lungo le pendici dell’Etna, a sud del grande vulcano per l’esattezza, si trova Paternò, comune della provincia catanese, che sfiora i 55 mila abitanti.

Luogo di antiche origini che risalgono fin dall’epoca preistorica, per poi trovare pieno splendore nel periodo greco-romano, normanno e moderno. Paternò, città ricca di tesori spesso trascurati, a volte vandalizzati e saccheggiati.

Paternò, terra di regine, personaggi illustri e nobili artisti, tutti vissuti, o solo passati, da questo splendido angolo di Sicilia. Arroccato su una collina (ex vulcano) sorge il castello normanno, simbolo e icona della città, un tempo era circondato da mura all’interno della quale vivevano in simbiosi diverse etnie (arabi, normanni, sicani, ebrei, greci). Sul suolo paternese sorgono diverse chiese e monumenti che hanno fatto la storia di una comunità, come l’affascinante scalinata che collegava la parte alta della città con quella bassa.

Tra le chiese più importanti annoveriamo la chiesa dedicata alla Santa Patrona Barbara, la chiesa di Santa Maria dell’Alto, il santuario dedicato alla Madonna della consolazione, la baroccheggiante chiesa di Cristo al Monte, gli antichi conventi dei Francescani, dei Benedettini, dei Carmelitani e dei Domenicani. Molte chiese sono andate perdute, molte sono chiuse per inagibilità col rischio di essere abbandonate a sé stesse.

Dalla collina si può godere di un panorama mozzafiato che va dall’imponente Etna fino alla valle del Simeto, per estendersi ancora fino al mare. Un tempo la vallata attorno al colle fioriva di zagara ed era piena di aranci, la popolazione era dedita alla campagna e il centro era pieno di botteghe artigiane che lavoravano il ferro battuto, la pietra lavica, produzione di vasellame e tegole in argilla e gli immancabili decoratori di carretti siciliani.

Questa terra, l’insieme di questi meraviglie sono per l’artista fonte inesauribile di ispirazione dalla quale trarre emozioni da trasferire alle sue opere.

Citazioni e riferimenti