Il mio incontro con il genio dell'Arte

gesso, filo di ferro e canapa, rame d'orato

Situato in Verona
Dimensioni: 71 x 55 x 28 cm
in Sculture - pubblicato il 1 ottobre 2021
realizzato nel 2021 - 5 foto
Articolo letto 802 volte

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Il mio incontro con il genio dell'Arte

gesso, filo di ferro e canapa, rame d'orato

Situato in Verona - Dimensioni: 71 x 55 x 28 cm
in Sculture - pubblicato il 1 ottobre 2021
realizzato nel 2021 - 5 foto
Articolo letto 802 volte

Un po’ per gioco, un po’ sulla base di visioni oniriche, nasce quest’opera; l’artista per la prima volta immagina e realizza una scena dove egli stesso, nella sua persona, è il protagonista. In uno spazio non ben definito, forse il luogo metafisico di un sogno, l’uomo incontra l’Arte sotto le sembianze di una donna avvenente, sfolgorante e lanciata in volo tra un turbinio di vesti che la avvolge.

Rappresentare l’Arte come essere femminile, è una scelta voluta, per sottolinearne l’eleganza e la sensualità che la caratterizza. Ella si presenta con un dono in mano, una sfera che racchiude le emozioni e la passione che serve all’artista per viverla, con l’unica promessa di far germogliare da quell’uovo il “Bello”, mentre con l’altra mano esorta l’uomo a svegliarsi dal torpore che lo trascina verso la noia. La posa dell’artista ricorda quella dell’Adamo della cappella Sistina, mentre tende la mano affamato e bisognoso di quell’energia vitale che “per” e “con” l’Arte lo aiuterà a trovare la sua dimensione esistenziale.

Per la realizzazione, l’artista si serve di varie discipline che lo portano ad associare diversi elementi. Partendo dalla realizzazione in plastilina delle figure, si è servito di calchi in gesso o alginato per la loro riproduzione. Successivamente procede con l’assemblaggio, realizzando una struttura in filo di ferro e canapa per poi lavorare il gesso con vibranti spatolate, trattando i vari elementi con diverse texture così da distinguere le superfici lisce e levigate delle carni, la morbidezza fluttuante del panneggio, i veloci movimenti di vegetazione mossa dal vento.

Anche la raggera in rame dorato è stata tagliata e saldata dall’artista.

L’opera sembra galleggiare nell’etere grazie alla sua struttura e al basamento che la sostiene. Basamento concepito anche con la funzione di contenitore, infatti, qualora necessiti di essere trasportata, il parallelepipedo in legno si apre per riporre la scultura all’interno tra morbide imbottiture, insieme a tutto il corredo dei pezzi che la compongono, pronta per viaggiare ovunque.